Storia del gioco della briscola
Il vocabolario Devoto-Oli definisce il gioco della briscola come "gioco italiano che si fa con un
mazzo di 40 carte tra 2 o 4 giocatori; la capacità di presa di ciascuna carta si riferisce
solo al proprio seme, fatta eccezione per il seme dichiarato briscola, che prende senza eccezioni".
Il nome sembra derivato dal latino medioevale "brusca", che vuol dire striglia, spazzola,
fuso con la parola bisca; alla combinazione sarebbe stato poi aggiunto il suffisso diminutivo.
Qualcosa di simile alla "scopola".
Questo gioco, diffuso in tutto il mondo (è molto popolare in Croazia, Spagna, area del centro
America e Australia, dove è stato importato e diffuso dall'emigrazione italiana) possiede
origini molto antiche, valutate da alcuni intorno al 1600. Assume localmente, in Italia,
forme e variazioni molteplici ma, della versione iniziale, sono note essenzialmente due
variazioni, la briscola chiamata e la briscola scoperta. La prima è riservata
a cinque giocatori che, fin dall'inizio, hanno a disposizione otto carte.
Si tratta di una versione molto divertente in quanto, all'inizio del gioco, ogni giocatore
dichiara quanti punti prevede di raggiungere, in base alle carte che ha in mano.
Il divertimento del gioco sta proprio nel fatto che il particolare tipo di dichiarazione
della briscola (privilegio del primo di mano) impedisce di conoscere il compagno di gioco.
Inoltre questa variazione include anche un calcolo diverso dei punti.
L'altra forma principale, la briscola scoperta, è piuttosto simile al gioco originario
tranne per la particolarità che le carte, appunto, vengono distribuite scoperte. In questo
caso assume grande importanza ricordare le carte già cadute. Variazioni locali della briscola
assumono nomi pittoreschi, come "briscola assassina del Veneto", "briscola della bassa
bergamasca", "briscola col monte" e così via.
La briscola, sebbene non abbia la diffusione di altri giochi di origine italiana, come la
scopa, lo scopone o la stoppa, ha però creato, nella nostra penisola, nicchie di estimatori
molto forti. Esiste perfino un gruppo che si definisce "I cavalieri della briscola
rotonda", legati insieme da una confraternita una, unica e indivisibile .
Giocata pensata, giocata sbagliata. L'articolo recita: nonostante tutto anche il Cavaliere,
sebbene baciato da Dio, è un essere umano e quindi indotto all'errore. Se tale errore porta
alla sconfitta tutti gli alleati, questi ultimi vengono in possesso del "diritto di insulto"
fino alla ripresa del gioco. Nel caso in cui il cavaliere riconosca il proprio errore può
chiedere scusa sottoponendosi al "buffetto della tavolata" nel quale, a turno, i cavalieri
penalizzati possono colpire il colpevole.
Ancora, continuando a leggere: atti, azioni, pensieri e parole che possono far irritare la
totalità dei presenti sono punite con una bolla simbolica. Nel caso che il Cavaliere totalizzi
tre bolle scatta la Santa Inquisizione; tutti i nobili presenti sono tenuti a esercitare il
diritto della "gola secca" che abbisogna dell'unanimità dei giocatori e che prevede il
pagamento di un litro di vino bianco e uno di vino rosso. Il Cavaliere "offerente" può
invocare lo stato di "assenza di fondi", ma ha il dovere di darne prova oggettiva.
In questo circolo di matti, i cavalieri hanno il dovere di rimanere in massima concentrazione
per tutta la durata delle partite. Di conseguenza è assolutamente vietato introdurre amiche,
visitatrici e spettatrici (donne o presunte tali). Inoltre i cavalieri hanno il diritto di
nutrirsi e cibarsi durante l'incontro e conservano la facoltà di avvinazzarsi quanto vogliono
ma serbano l'obbligo di rimanere lucidi per un corretto svolgimento dell'incontro e per non
ricadere in sanzioni severe previste dal regolamento sociale.
L'associazione prevede lo svolgimento di una cena sociale nella quale si beve, si mangia, si
rutta (omissis…) e, se si riesce, si devasta pure il locale prescelto. Inoltre al Cavaliere
partecipante è concessa piena impunità per tutto quello che accade dopo la cena, ivi compresa
l'offesa diretta ad amici, parenti e affini fino alla terza generazione all'indietro. Inoltre,
il giorno 25 aprile cade la festa annuale dei cavalieri, il Briscola Day.
Uno dei soci fondatori mette a disposizione la sua dimora in campagna e ogni cavaliere è
obbligato a portare qualcosa (tranne fratelli e parenti, sono ammesse le sorelle solo se
disponibili).
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------